Rossi come Agostini ma di testa e coraggio

Un anno fa era dato sul viale del tramonto, un po’ bollito, un po’ depresso e molto in declino per via dei pochi successi e delle troppe umiliazioni. Un anno fa, proprio a Misano, Valentino ruppe persino il motore come se anche i pistoni andassero all’unisono con il suo morale. Un anno dopo a Misano è tutta un’altra storia, una storia che sa di fiaba, di record, di Agostini il mito raggiunto e presto superato, una storia che sa anche di resurrezione ma che con troppa facilità rischia di essere archiviata sotto l’ingrata voce “c’era da aspettarselo”. Non è così, nulla di più sbagliato. Perché c’era da sperarlo, ma nessuno era certo che Vale Rossi sarebbe tornato più forte di Vale Rossi. Quel che il Dottore delle corse ha invece fatto e sta facendo alla soglia dei trent’anni è qualcosa che trascende l’aspetto sportivo.Con la franchezza che lo contraddistingue, Rossi racconta oggi che «per battere Stoner e questa Ducati serviva il miglior Valentino di sempre». Non sono le parole un po’ sbruffone di un ragazzo nato e cresciuto in bilico tra Marche e Romagna, è invece la sacrosanta verità di un uomo che ha vinto tutto e a cui tutto è cambiato attorno. Perchè le moto quattro tempi che guida non sono quelle con cui era cresciuto, perchè la sofisticata elettronica di questi bolidi perdona a molti rivali carenze di talento togliendo ai talentuosi come lui i vantaggi regalati da madre natura.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287235

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