Hutson, messaggio a Roma

Robolimpiadi a Roma, sfida

Uccisi tre civili, ma i soldati Isaf non lo ammettono

Ancora “errori”. Sabato notte i soldati della coalizione internazionale sotto comando americano, hanno ucciso tre civili. Lo hanno denunciato il capo della polizia locale Mohammad Ghaus e alcuni testimoni, mentre i soldati dicono di essersi scontrati a fuoco solo con alcuni ribelli. Il capo della polizia sostiene invece che «le forze della coalizione hanno compiuto un raid contro una casa in base a false informazioni secondo cui nell’edificio c’erano alcuni talebani. Invece – sottolinea – c’erano dei civili».Nasir Ahmad, fratello di due degli uccisi, ha raccontato: «Stavo preparando da mangiare prima del sorgere del sole, quando sono arrivati i soldati. Li ho supplicati di non usare le armi, ma hanno aperto il fuoco. I miei fratelli e un ospite sono stati uccisi».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79438

Mills, il tribunale non sospende il processo contro Berlusconi

Nessuna sospensione immediata per il processo in corso a Milano sul «caso Mills», il procedimento che vede imputati Silvio Berlusconi e il legale inglese per corruzioni in atti giudiziari. I giudici hanno respinto infatti la richiesta avanzata dai difensori del premier di fermare i lavori dopo che venerdì un’altra sezione del Tribunale di Milano, nell’ambito del processo sui diritti tv di Mediaset, ha accolto l’eccezione di incostituzionalità della legge Alfano proposta dall’accusa e ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale bloccando il procedimento. I giudici hanno deciso di procedere nel contraddittorio tra le parti e il pm ha cominciato ad illustrare l’eccezione di costituzionalità al lodo Alfano per chiedere che gli atti del processo siano inviati alla Consulta. «Il lodo Alfano ha effetti criminogeni, chiunque sta lì ha la certezza di non essere perseguito per alcuni anni», ha dichiarato il pubblico ministero Fabio De Pasquale nell’intervento al processo Mills chiedendo che i giudici sottopongano il lodo Alfano al vaglio della Corte Costituzionale come aveva già fatto venerdì il collegio che si occupa del processo Mediaset. Il pm ha ripercorso nella sua lunga discussione in aula tutti i profili di incostituzionalità della legge approvata il 23 luglio scorso e ha definito la norma «irragionevole» e contraria, in particolare, all’articolo 3 della Carta costituzionale che parla di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79416

La Sapienza, intesa con Data Stampa

Sviluppare software e hardware per poter disporre in tempi brevissimi di tutte le informazioni necessarie a un’analisi dei media cartacei e multimediali editi nelle lingue più diffuse. È l’obiettivo dell’accordo di cooperazione scientifica tra Info-Com, La Sapienza e Data-Stampa, società nel settore delle rassegne stampa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295320

La «maternità» di Dio, antidoto alla crudeltà

Cade in questi giorni il trentennale della morte di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, che fu papa, come tutti sanno, per soli trentatre giorni. La sua scomparsa improvvisa costituisce uno dei grandi misteri di un’epoca fin troppo tragica e indecifrabile, fitta di trame che non risparmiarono neppure il Vaticano: tanto da far sembrare quantomeno strana l’ipotesi che il papa fosse, semplicemente, morto per un malore improvviso. E sì che di motivi per far schiantare il cuore di un papa ce n’erano.Di Giovanni Paolo I ricordo con vivezza due affermazioni. La prima dice testualmente che «il vero dramma della chiesa che ama definirsi moderna (…) è il tentativo di correggere lo stupore dell’evento di Cristo con delle regole». È ben difficile che qualcuno possa dire: no, questo giudizio non mi riguarda. Ed è bene non stare troppo a discutere su cosa sia «regola» e cosa no. Qui non si tratta di contrapporre modelli di comportamento. Il punto della questione che tutti, regolati o sregolati, cerchiamo sempre di evitare (sostituendolo con un qualunque modello di comportamento, anche cristiano), è «lo stupore dell’evento di Cristo» – ossia di qualcosa che accade nella realtà dei fatti e ci sfida, senza chiederci se siamo d’accordo o meno. O la fede è questo, o sarà inevitabilmente un sentimento, un’emozione, una proiezione: un personal Jesus, qualcosa che parte da noi e non dai fatti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295220

Pittori nel segno della luce assoluta

La critica inglese si è… divisa sul Divisionismo italiano in occasione della splendida mostra «Radical Light. Italy’s Divisionist Painters 1891-1910» in corso alla National Gallery. Da una parte si esaltano le opere di impegno sociale scaturite dalla delusione delle promesse risorgimentali non mantenute, dall’altra si polemizza sulla validità di una pittura che usava una tecnica fine a se stessa, i cui protagonisti «ricomponevano la dicotomia fra simbolismo e socialismo nel comune interesse per gli effetti della pennellata, del colore e della luce», ma «mancavano di coesione per penetrare nella coscienza internazionale». Una battaglia perduta, insomma, «ultimo sussulto di una tradizione esaurita che affondava le radici nel Rinascimento». Inevitabile dunque che il Divisionismo italiano, «troppo umano, incongruo e contraddittorio», senza un proprio manifesto, si sfaldasse nel vortice futurista.

Non è questa l’opinione dei curatori della rassegna, organizzata con la collaborazione del Kunsthaus di Zurigo, dove sarà trasferita a fine settembre. Se il Divisionismo italiano, con le intuizioni di Russolo, Balla e Boccioni, apriva la strada alla frammentazione della luce che sarebbe esplosa nel Futurismo, esso fu comunque un momento pittorico autonomo che s’inseriva in una forte matrice italiana dello studio della luce, affondando le radici nella pittura dei Macchiaioli e degli Scapigliati, come spiega Simonetta Fraquelli, curatrice insieme con Christopher Riopelle di «Radical Light».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287218

Internet sotto casa: Local Social Networks

Internet ti porta ovunque. Dall’altra parte del mondo, all’interno di una centrale nucleare o sott’acqua. Basta utilizzare un qualunque motore di ricerca ed è possibile raggiungere virtualmente qualsiasi luogo. La multimedialità fa il resto: immagini, video, fotografie panoramiche a 360°, ecc… ci portano il mondo in casa.

Se con la rete giriamo il mondo è anche vero che fisicamente di solito ci muoviamo poco: gli amici abitano tutti a qualche chilometro da casa, lavoriamo magari nella stessa città in cui abitiamo e la sera, quando si esce, più in là di una ventina di chilometri non si va.

Per sopperire all’esigenza del “cerco qualcosa sotto casa” sono nati in questi ultimi anni decine di “local social network”: siti web specializzati (di solito basati su Google Maps o servizi similari) che ci danno la possibilità di localizzare nella nostra zona attività di nostro interesse in modo facile ed intuitivo, andando oltre le normali “pagine gialle” e i siti di annunci online.

Andiamo con ordine: come al solito gli Stati Uniti sono stati precursori in questo genere di iniziative. All’inizio c’era (e c’è ancora) CraigList.org: nato nel 1995 è utilizzato ogni giorno negli USA da milioni di persone. Grafica ridotta all’osso, ma un vero riferimento per gli utenti americani della rete in cerca di lavoro, oggetti usati, case in vendita o in affitto, ecc.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287362

Georgia, l’Ue a Mosca: “Sospesi i negoziati”

Bruxelles – Una missione per verificare l’attuazione
da parte della Russia del piano di pace messo a punto da
Nicolas Sarkozy. È questa la linea dell’Unione Europea sulla
crisi del Caucaso riunita oggi a Bruxelles. “Una eventuale
decisione in questo senso sarà presa nel consiglio del 15
settembre”, si legge nella bozza finale.

La linea di Bruxelles L’Unione Europea che
chiede alla Russia di non isolarsi, è comunque pronta a
collaborare affinchè si arrivi alla soluzione della crisi e
per questo pensa di inviare circa 200 uomini in qualità di
osservatori. Nella bozza si spiega inoltre che l’Ue pensa ad un
rafforzamento delle relazione con la Georgia. Non si parla
assolutamente di sanzioni o di misure di ritorsione contro la
Russia, al contrario, “vista l’interdipendenza tra l’Ue e la
Russia e i problemi globali ai quali sono confrontate, non c’è
alternativa auspicabile a una relazione forte, fondata sulla
cooperazione, la fiducia e il dialogo, sul rispetto dello stato
di diritto e dei principi riconosciuti dall’Onu e dall’Osce”.
Le sanzioni erano state escluse dalla Francia questa
mattina e anche dalla Germania e dall’Italia.

La posizione dell’Italia A poche ore dall’inizio del vertice Ue a Bruxelles sulla
crisi in Georgia, a chiedere di evitare lo scontro con la
Russia era stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi
«perchè bisogna impedire che Mosca guardi a oriente anzichè a
occidente».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287339

«Nessun segreto Tutta la sinistra aveva contatti»

Ramon Mantovani, responsabile esteri di Rifondazione, che dice dello scoop di Repubblica?«Che non è uno scoop perché i rapporti tra Rifondazione comunista e le Farc non sono un fatto recente né tantomeno un segreto. Abbiamo sempre fatto tutto alla luce del sole, lì ci conoscono tutti, anche le istituzioni. E poi non siamo i soli».Chi altro c’è?«In passato ma anche adesso, più o meno tutti i partiti di sinistra del mondo e dell’America Latina. Ma a lavorare per la pace tanti altri, la Comunità di Sant’Egidio per esempio». Veniamo al dunque. Che rapporti aveva il Prc con le Farc?«Siamo sempre stati loro interlocutori e consulenti nel processo di pace, ma anche quando si è trattato di sostituire le piantagioni di coca con altre colture. Tra l’altro, verso la fine del 2001, noi del Prc abbiamo favorito un incontro, poi tenuto nella prefettura di Palermo, tra l’Alto Commissario Onu per le politiche antidroga Pino Arlacchi e le Farc».Però nel 2002 è ripresa la guerra e l’Onu ha inserito le Farc nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.«Una cosa su cui continuo a non essere d’accordo, è una posizione politica. Per me Al Qaida è un’organizzazione terroristica, non loro. Comunque anche dopo il 2002 abbiamo cercato di far ripartire il processo di pace. Su richiesta dell’ambasciatore colombiano ci attivammo presso le Farc per far ripartire il negoziato, portandolo qui a Roma.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287171