Europee, alla Camera la nuova legge. Parisi: «È una porcata-bis»

Dal Circo Massimo, l’indicazione di Veltroni era arrivata chiara. La prima battaglia del Pd al ritorno in Parlamento sarebbe stata quella «per mantenere il voto di preferenza alle prossime europee». E così è stato. Lunedì mattina, alla riapertura delle Camere, è cominciata la discussione sulla nuova legge che porterà all’elezione dei nostri rappresentanti in Europa. Si tratta di capire se li potremo scegliere o se saranno di nuovo una scelta esclusiva dei partiti.Il Pd cerca sponde nella maggioranza. «Se c’è qualcuno – ipotizza Marina Sereni, vicepresidente dei deputati Pd – che pensa che le regole non si cambino da soli, è il momento di farsi avanti, di battere un colpo e di cominciare a discutere sulla legge elettorale per le europee. Noi del Pd ci batteremo perché sia abbassata la soglia di accesso dei partiti al Parlamento europeo e perché ci siano le preferenze. Chiediamo che la maggioranza torni nelle aule parlamentari per discutere e ascoltare l’opposizione, e non per decidere da sola».Ma di gente disponibile al dialogo, nella maggioranza, non se ne vede molta. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato ribadisce la posizione del governo: sbarramento al 5%, abolizione delle preferenze e 10 circoscrizioni invece delle 5 attuali. E mette in chiaro che «il dibattito non comincia qui in Senato, comunque non credo proprio». Qualche spiraglio in più arriva dal ministro Calderoli, secondo il quale il governo si riserva «di accogliere ulteriori perfezionamenti e migliorie».

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Avati: «Quel padre mi somiglia Mi sono ispirato a Novi Ligure»

Serena Grandi sulla passerella del Lido. È tornata al cinema accettando una difficile parte nel film di Pupi Avati dove interpreta il ruolo della moglie del poliziotto Ezio Greggio che è costretta su una sedie a rotelle.

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Le relazioni pericolose: da Marcos a Ocalan

Dice il saggio: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io. Ma il rifiuto della supervisione divina (essendo l’Onnipotente impegnato a spacciare oppio tra popoli) condanna i pronipoti di Marx a imbrogliarsi perennemente tra gli uni e gli altri. Prendiamo Prodi, per esempio: è amico o nemico dei compagni di Rifondazione? Nel ’96 lo fanno eleggere a Palazzo Chigi, nel ’98 lo impallinano, passati dieci anni lo votano di nuovo per poi friggerlo a fuoco lento in altri 24 mesi. «Grande è la confusione sotto il cielo, dunque la situazione è eccellente», sentenziava Mao, altro padre nobile di Bertinotti and friends. E nel trionfo della confusione, ecco spiegata la passionaccia di Rifondazione per le amicizie pericolose, l’irrefrenabile spinta a difendere gli indifendibili, ad aiutare gli inaiutabili, a finanziare gli infinanziabili.
Fausto Bertinotti ne ha messo insieme un campionario difficilmente eguagliabile. È del gennaio 1997 il filotto Marcos-Castro: un viaggio nel Chiapas e poi a Cuba. La foto dei due subcomandanti uno di fronte all’altro fece il giro del mondo: Fausto in elegante maglia a righe orizzontali modello Piazzetta di Capri e in mano il «Don Chisciotte» di Cervantes (definito da Liberazione nientemeno che «un manuale contro il neoliberismo»), Marcos in divisa guerrigliera con tanto di berrettino, passamontagna e cartucciere. E quando Bertinotti atterrò all’Avana dal Messico, ad attenderlo trovò un invito a cena del grande Fidel, il campione di tutte le democrazie latinoamericane.
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Mai succiato la creta al pollo coi pinoli?

Vianello (truccato da Mario Soldati, con basco, occhiali e sigaro): «Avete qualche piatto genuino caratteristico della zona?»Tognazzi: «Come no! G’avemo la famosa “creta al pollo”».V: «Vorrà dire “il pollo alla creta”!».T: «No, no. Mi g’ho dito giusto: “creta al pollo” perché qui all’osteria della Pesa, g’avemo, caro sior, una creta speciale, burrosa, di grana sopraffina che l’è un piaser a saperla cuocer a puntino… Vede, questo x’è il “bugnon”, il bugnon della creta…». Prende il blocco di creta e comincia a lavorarlo come fosse della pasta. «Ecco ora cominciamo a lavorarlo fino a quando il bugnon g’ha la durezza giusta… così… poi lo infarsemo con zibibbo e pinoli, così vede, sior?».V: «Vedo, vedo».T: «Quando il bugnon g’ha la lievitazione giusta si prende un pollo già preparato come questo… vede… ». Poi prende un pollo già vuotato e lo comincia a riempire con la creta. «E si riempie piano piano con la creta della Pesa. Riempito il pollo si passa alla cottura… un’ora di fuoco vivo di legna d’ontano».V: «Ah! Occorre la legna d’ontano?».T: «Noi della valle del Marturello diciamo: “Legna d’ontano e fiamma vicino”. Dopo un’ora di cottura la “creta al pollo” è pronta… La mi scusi un istante. Ecco, sior, questa x’è la “creta al pollo” già cotta, vede come si presenta?».

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«Difendo quella famiglia sono accuse inverosimili»

«Il quadro che è venuto fuori di questa famiglia si discosta dalla percezione che ne avevo avuto io». A difendere i genitori della 16enne posta in una comunità protetta per presunte lesioni e maltrattamenti in famiglia è la mamma di una compagna di scuola di una delle sue sorelline. «Per quello che li conosco io mi sembrano accuse inverosimili, forse determinate dall’età adolescenziale – dice la donna -. La loro figlia più piccola è in classe con mia figlia. La mamma mi dice che non è vero niente, che si è arrabbiata con la figlia in un’occasione perché non le aveva detto che rimaneva fuori per una pizza. Era in apprensione e si è arrabbiata». E dice di aver conosciuto anche la 16enne da cui queste accuse sono partite. La descrive: «Una brava ragazza. Tranquilla. Veniva a prendere la sorella a scuola con la mamma. Anche se ultimamente non l’ho più vista».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=279493