Pupi, lapidi e bagni pubblici

Un lettore ci scrive:«Le soprintendenze hanno a volte comportamenti curiosi. A Macerata nelle Marche sembra che il problema maggiore sia rimettere in funzione il meccanismo dell’orologio della Torre civica che nell’Ottocento faceva girare le statuine lignee della Madonna, dei Magi e dell’arcangelo Gabriele. Il ripristino, per il quale la Fondazione Carima ha già stanziato 100mila euro, comporta la rimozione della lapide a Vittorio Emanuele II sulla Torre, operazione soggetta al parere del soprintendente. Ma la soprintendenza sembra favorevole alla rimozione della lapide risorgimentale, anche se ormai costituisce un’immagine consolidata della Torre maceratese.Poco lontano, a San Severino Marche, il ministero per i Beni Culturali, con tanto di decreto, ha deciso invece di conservare, come edificio monumentale, un modestissimo bagno pubblico di vago stile Liberty, ritenendolo di grande pregio, ancorché privato della sua funzione originaria. In quel caso l’allora soprintendente si batté a sostegno del “cesso” paragonandone la struttura a uno dei due elementi frontali del Palazzo della Secessione di Vienna di Joseph Olbrich. Nel frattempo nelle Marche e in Italia vanno in rovina ben più insigni monumenti.Suggerimento: perché non collocare i pupi dentro l’ex bagno pubblico di San Severino?»

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Zarate e Hamsik, i cugini del gol…

È vero, l’1-4 è un po’ bugiardo. Perché per tutto il primo tempo della Lazio non s’è vista l’ombra e difesa e centrocampo hanno regalato perle di desolazione da lasciar senza parole. Per dirne una, l’esordio di Carrizo e la sua interpretazione del ruolo per così dire alla sudamericana hanno riportato alla mente i drammatici fasti di Muslera (più d’uno ha chiesto notizie di Ballotta…). E garantito alla tifoseria un intervallo da incubo. Domanda d’obbligo (con annessi scongiuri): ma vuoi vedere che quest’anno va anche peggio dello scorso campionato? E invece no. Perché piazzarne quattro in trasferta – seppure con il viatico di un rigore (netto) con tanto di espulsione (generosa) – è pur sempre risultato di tutto rispetto. E perché Zarate s’è presentato con un gol d’antologia, che l’avesse segnato un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ce lo farebbero rivedere a ciclo continuo per tutta la settimana. Insomma, un buon inizio. Perché le capacità tecniche ci sono (vedi anche Lichtsteiner) e un certo carattere s’intravede. Eppoi che dire? Sarà un segno che nell’esatto istante in cui Zarate ha piazzato il pallonetto del 1-2, l’Olimpico s’è goduto la rovesciata di Hamsik? Ma no, certo che no.

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Il medico: «Prese solo un antibiotico» Forse il segreto in un integratore

«Non ho preso nulla, dottore». Queste le prime parole (riferite dall’ufficio stampa della Federazione) di Andrea Baldini ad Antonio Fiore, medico federale. Ed è per questo che il medico si definisce «scioccato e meravigliato per l’accaduto». È evidente la sorpresa nelle parole di Fiore, che non riesce a darsi spiegazioni: «Effettivamente è inspiegabile. Il ragazzo mi ha assicurato di non aver preso proprio nulla, ma la sostanza nelle urine c’è». Il medico, come a scandire la memoria indietro nel tempo per capire se si è fatto qualcosa di sbagliato, poi rivela un particolare in più: «Durante gli Europei di scherma (disputati a inizio luglio, ndr) ho somministrato a Baldini un banale antibiotico, lo zitromax, che nulla può aver a che fare con le sostanze emerse dal controllo antidoping». Arrivati a questo punto, non rimane che «aspettare le controanalisi di lunedì». Approfondendo l’aspetto medico della vicenda, Fiore ci tiene a sottolineare che «come medico non prescriverei mai ad una persona sana un diuretico, e poi per un atleta sarebbe una forma di doping arcaica se si paragona all’Epo di Riccò… Ripeto, non mi spiego quanto è accaduto: conosco Baldini, è un ragazzo corretto ed oltretutto prende pochissime medicine». Ed effettivamente la cosa che incuriosisce di più della vicenda è l’apparente inspiegabilità di come uno schermidore, se proprio vuole doparsi, assuma come sostanza proibita un diuretico: gli effetti pratici non sarebbero certo quelli sperati, o quantomeno non molto evidenti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280345