Procede tra sì e qualche strappo la composizione delle liste del Pd alle europee, che il segretario Dario Franceschini punta a chiudere al più presto.Dopo il Nord-Ovest, capitanato da Sergio Cofferati, e le Isole, che quasi certamente saranno rappresentate da Rita Borsellino, Franceschini riesce a chiudere la partita del capolista in Toscana, Lazio, Umbria e Marche dove da sempre, soprattutto per il voto europeo, prevale il voto di opinione.
Il vicedirettore del Tg1, dopo averci riflettuto 24 ore, accetta la proposta del segretario: “Viviamo in un ‘tempo umiliato’ da non consentirci estraniamenti e distrazioni”, è la motivazione che spinge Sassoli a lasciare il giornalismo per la politica.Ma la soluzione non è indolore e settimane di braccio di ferro tra le varie aree porta alla rinuncia da parte di Goffredo Bettini.
L’ex coordinatore del Pd, spiegando di non avere contatti con il nuovo vertice del partito e ricordando di non essere attaccato alle poltrone, fa un passo indietro registrando che “non è emerso un giudizio unitario” sulla sua candidatura e dicendosi perplesso per liste che “risentono di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze”.In difesa di Bettini, intervengono quasi tutti i veltroniani del Lazio, dal presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti al segretario regionale Roberto Morassut, ma non Walter Veltroni, che, il giorno dopo il suo addio, aveva chiarito che per un po’ non avrebbe parlato delle vicende interne.
Per il Triveneto e l’Emilia, il Pd vorrebbe trovare come capolista un volto che sia espressione di una cultura laica ed è per questo che Franceschini avrebbe sondato Umberto Veronesi e Stefano Rodotà, ma al momento non c’è ancora una soluzione.
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http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=115011