Volano banche, Eni e Fiat

Dopo quattro giorni di ribassi Piazza Affari riprende fiato, azzera le perdite della settimana e archivia un rialzo da record: il maggiore degli ultimi 10 anni. Il Mibtel e lo S&P Mib hanno segnato rialzi rispettivamente del 7,7% a 21.227 punti e dell’8,62% a 27.877 punti. A volare, su tutti, i titoli bancari: Unicredit, sospesa anche per eccesso di rialzo, è cresciuta del 13,4%. Rialzi a due cifre anche per Intesa Sanpaolo (+11,1%), Mps (+13,1%) e Bpm (+12,3%). Mediobanca, che ha presentato i conti agli analisti, è salita del 7,1%. Generali è balzata dell’8,3%. Risale l’energia ed Eni detta il passo: il titolo del Cane a sei zampe ha messo a segno un rialzo del 10,6%. Forti acquisti anche per Enel (+7,3%), mentre Saipem è salita del 5,7%. L’intesa raggiunta con i sindacati per i 5mila esuberi premia Telecom Italia che è salita del 4,8%. Nel settore bene anche Tiscali (+4,9%). Riprende fiato Seat (+5,9%). Tra i media il gruppo L’Espresso segna un +5,1%. Bene anche Fiat (+8,4%), in controtendenza Finmeccanica (-2,4%). Chiusura col turbo per le Borse europee, con i finanziari, decisamente euforici, a fare da traino: la svizzera Ubs ha chiuso in progresso del 31,66%, Barclays del 29,24% e Hbos del 28,91%. L’indice paneuropeo Dj Stoxx 600, grazie all’imponente piano messo a punto negli Usa per trascinare fuori dalla crisi i mercati finanziari, si è riportato sui livelli dell’apertura di lunedì scorso a 278 punti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291825

Volano banche, Eni e Fiat

Dopo quattro giorni di ribassi Piazza Affari riprende fiato, azzera le perdite della settimana e archivia un rialzo da record: il maggiore degli ultimi 10 anni. Il Mibtel e lo S&P Mib hanno segnato rialzi rispettivamente del 7,7% a 21.227 punti e dell’8,62% a 27.877 punti. A volare, su tutti, i titoli bancari: Unicredit, sospesa anche per eccesso di rialzo, è cresciuta del 13,4%. Rialzi a due cifre anche per Intesa Sanpaolo (+11,1%), Mps (+13,1%) e Bpm (+12,3%). Mediobanca, che ha presentato i conti agli analisti, è salita del 7,1%. Generali è balzata dell’8,3%. Risale l’energia ed Eni detta il passo: il titolo del Cane a sei zampe ha messo a segno un rialzo del 10,6%. Forti acquisti anche per Enel (+7,3%), mentre Saipem è salita del 5,7%. L’intesa raggiunta con i sindacati per i 5mila esuberi premia Telecom Italia che è salita del 4,8%. Nel settore bene anche Tiscali (+4,9%). Riprende fiato Seat (+5,9%). Tra i media il gruppo L’Espresso segna un +5,1%. Bene anche Fiat (+8,4%), in controtendenza Finmeccanica (-2,4%). Chiusura col turbo per le Borse europee, con i finanziari, decisamente euforici, a fare da traino: la svizzera Ubs ha chiuso in progresso del 31,66%, Barclays del 29,24% e Hbos del 28,91%. L’indice paneuropeo Dj Stoxx 600, grazie all’imponente piano messo a punto negli Usa per trascinare fuori dalla crisi i mercati finanziari, si è riportato sui livelli dell’apertura di lunedì scorso a 278 punti.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291825

MAXXI

Il «Maxxi» è il Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma. È una istituzione del Ministero curata dalla «Parc», la Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee. La sede è progettata dall’architetto Zaha Hadid.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287203

Quei cinque minuti da spiaggia

Allora, facciamo un po’ di conti: il Milan è a pari, Inter e Roma sono davanti ma solo di un punto. La prima di campionato per le grandi è sempre difficile. A Catania gridano al rigore per tutta la partita quando batti tu il corner. Il caldo ti lascia benzina per mezza partita. Ma, accidenti. Possibile che dobbiamo sempre prendere il gol in quei cinque minuti su novanta di sonno generale? Soprattutto, possibile che ci siano sempre questi cinque minuti e che scattino contemporaneamente per tutta la squadra? Che ne so, non potrebbe addormentarsi prima Olivera, poi, cioè dopo, Criscito, poi Rossi, e poi, solo poi, anche Ferrari? No, tutti insieme. E ovviamente la palla in quel momento danza sempre sulla riga della porta del Genoa e sul piede dell’avversario di turno, meglio se ex come Mascara.Vabbé, il Grifo lo conosciamo. E sappiamo che mica può darti subito una gioia e farti sentire rilassato dalla prima all’ultima giornata. Sotto con la seconda giornata, con lo spareggio con il Milan. Noi e loro siamo già all’ultima spiaggia. Anzi, no, all’ultima spiaggia andiamoci sabato 13. Domenica tutti a Marassi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287264

Le bellezze d’Italia sfregiate da sigle senza senso

Una semplice esortazione al ministro Bondi. Caro ministro, cominciamo a restaurare le parole. Non aveva fatto un richiamo alla difesa della lingua italiana, nelle sedi istituzionali europee, anche il presidente del Consiglio? E, dovendola difendere, non sarà bene che la lingua italiana sia bella? Proprio il ministero (per la Cultura, non per i Beni culturali) dovrebbe dare l’esempio, sbarazzandosi di quella terminologia ideologica che trasformò la «Patria» in «Paese», il «paesaggio» in «territorio», gli studiosi» in «operatori culturali», i «critici d’arte» in «curatori indipendenti», e analoghe amenità.Occorre poi, caro ministro, bruciare quell’insolente logo, con la grottesca sigla verticale Mibac, modestissima espressione di provincialismo grafico, nella patria di Raffaello: una indecifrabile silhouette blu. E poi le sigle Darc, Maxxi: ma dove siamo? La lingua di Petrarca, umiliata dal Mibac. Possiamo ripartire da lì. Ridare dignità alle parole. Direzione generale e Sopraintendenze ai Monumenti; Direzione generale e Sopraintendenze ai Musei e alle Gallerie; Direzione generale e Sopraintendenze al Patrimonio Storico e Artistico delle Province; Direzione generale e Sopraintendenze alle Antichità (o Archeologiche)… Altro che: Beni architettonici, artistici, edemoetnoantropologici, ma va’ là! I Beni: espressione materialistica, propria del diritto fallimentare e avvocatesca, nata da funzionari amministrativi (non certo eredi di Winckelmann, di Mengs, di Cicognara), contrapposta al Bene (assoluto, singolare, morale); e soprattutto al Bello (ideale).
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287202

Il Torino finalmente riscopre come si segna

da TorinoTrentasei gol in trentotto partite l’anno scorso. Tre in una quest’anno: qualcosa è cambiato in casa Toro. Che ieri ha travolto il Lecce e si è scoperto, se non una grande squadra, almeno un gruppo in grado di divertirsi e far divertire. Ha cominciato Rosina su rigore, ha proseguito Paolo Zanetti deviando quasi involontariamente in rete un tiro di Amoruso a botta sicura, ha concluso il nuovo figliol prodigo Rolando Bianchi. Uno che lo scorso inverno, quando ancora vestiva la maglia del Manchester City, aveva preferito le promesse della Lazio a quelle del Torino salvo poi rendersi conto, a distanza di mesi, che Lotito aveva bluffato e Cairo no. Così, «Rolandinho» si è piazzato sulla schiena il numero 90 e ha sentito i brividi correre lungo la schiena quando la Maratona ha urlato il suo nome, questa volta non per insultarlo ma per eleggerlo nuovo beniamino. «Sono al sessanta per cento», ha detto lui alla fine facendo andare in sollucchero il presidente. Il quale, nell’estate che sta andando in soffitta, ha fatto tesoro degli errori passati: basta con giocatori bolliti o quasi, investimenti mirati e avanti con le forze nuove. E allora: vendere Grella al Blackburn per 5 milioni gli ha permesso di arrivare a Bianchi (costato 8) con una certa facilità, ma non vanno dimenticati i soldi spesi per Amoruso (3,5) e Pratali (3). «Tra acquisti, riscatti di prestiti e comproprietà risolte a nostro favore, ho tirato fuori 20 milioni», puntualizza il numero uno granata.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287241

Pupi, lapidi e bagni pubblici

Un lettore ci scrive:«Le soprintendenze hanno a volte comportamenti curiosi. A Macerata nelle Marche sembra che il problema maggiore sia rimettere in funzione il meccanismo dell’orologio della Torre civica che nell’Ottocento faceva girare le statuine lignee della Madonna, dei Magi e dell’arcangelo Gabriele. Il ripristino, per il quale la Fondazione Carima ha già stanziato 100mila euro, comporta la rimozione della lapide a Vittorio Emanuele II sulla Torre, operazione soggetta al parere del soprintendente. Ma la soprintendenza sembra favorevole alla rimozione della lapide risorgimentale, anche se ormai costituisce un’immagine consolidata della Torre maceratese.Poco lontano, a San Severino Marche, il ministero per i Beni Culturali, con tanto di decreto, ha deciso invece di conservare, come edificio monumentale, un modestissimo bagno pubblico di vago stile Liberty, ritenendolo di grande pregio, ancorché privato della sua funzione originaria. In quel caso l’allora soprintendente si batté a sostegno del “cesso” paragonandone la struttura a uno dei due elementi frontali del Palazzo della Secessione di Vienna di Joseph Olbrich. Nel frattempo nelle Marche e in Italia vanno in rovina ben più insigni monumenti.Suggerimento: perché non collocare i pupi dentro l’ex bagno pubblico di San Severino?»

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287216

Pittori nel segno della luce assoluta

La critica inglese si è… divisa sul Divisionismo italiano in occasione della splendida mostra «Radical Light. Italy’s Divisionist Painters 1891-1910» in corso alla National Gallery. Da una parte si esaltano le opere di impegno sociale scaturite dalla delusione delle promesse risorgimentali non mantenute, dall’altra si polemizza sulla validità di una pittura che usava una tecnica fine a se stessa, i cui protagonisti «ricomponevano la dicotomia fra simbolismo e socialismo nel comune interesse per gli effetti della pennellata, del colore e della luce», ma «mancavano di coesione per penetrare nella coscienza internazionale». Una battaglia perduta, insomma, «ultimo sussulto di una tradizione esaurita che affondava le radici nel Rinascimento». Inevitabile dunque che il Divisionismo italiano, «troppo umano, incongruo e contraddittorio», senza un proprio manifesto, si sfaldasse nel vortice futurista.

Non è questa l’opinione dei curatori della rassegna, organizzata con la collaborazione del Kunsthaus di Zurigo, dove sarà trasferita a fine settembre. Se il Divisionismo italiano, con le intuizioni di Russolo, Balla e Boccioni, apriva la strada alla frammentazione della luce che sarebbe esplosa nel Futurismo, esso fu comunque un momento pittorico autonomo che s’inseriva in una forte matrice italiana dello studio della luce, affondando le radici nella pittura dei Macchiaioli e degli Scapigliati, come spiega Simonetta Fraquelli, curatrice insieme con Christopher Riopelle di «Radical Light».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287218

Crescono gli stipendi: massimi dal ‘97

Roma – Le retribuzioni contrattuali orarie a
luglio sono aumentate dello 0,7% rispetto a giugno e del 4,3% su
luglio 2007, l’incremento più significativo da ottobre del ’97
(+4,5%). Lo rende noto l’Istat precisando che l’incremento è
dovuto ai numerosi rinnovi contrattuali e agli incrementi
tabellari di molti accordi recepiti nel mese.

Retribuzioni in crescita A luglio crescono del 4,3% le retribuzioni
sia in termini orari sia per dipendente rispetto allo stesso mese
del 2007. Si tratta dell’incremento su base annua maggiore
dall’ottobre 1997. È quanto emerge dai dati Istat diffusi oggi
che evidenziano una variazione su base mensile, rispetto a
giugno, dello 0,7%. Contribuisce alla crescita di luglio il
rinnovo del contratto del commercio oltre a quelli del comparto
calzaturiero, del settore gomma e plastica, quello dei ceramisti.
In vigore da luglio anche i nuovi contratti dei dipendenti
Bankitalia e di quelli della scuola privata laica.
Considerando i primi sette mesi dell’anno, l’aumento è del 3,1%
sia per le retribuzioni orarie che per dipendente. A luglio,
ricorda l’Istituto, l’inflazione su base annua si era attestata
sul 4,1%.

Gli incrementi tabellari L’incremento delle retribuzioni a luglio
si spiega anche con le prime rate di incrementi tabellari per gli
accordi tessili, vestiario e maglierie e servizi smaltimento
rifiuti municipalizzati siglati lo scorso mese; con gli aumenti
retributivi fissati da contratti già in vigore (carta e
cartotecnica, energia elettrica, alberghi e pubblici esercizi,
trasporto merci su strada, servizi di magazzinaggio, credito,
lavanderie e tintorie); e con l’adeguamento di indennità nei
contratti olearia e margariniera, forze dell’ordine e
militari-difesa.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287342

Zarate e Hamsik, i cugini del gol…

È vero, l’1-4 è un po’ bugiardo. Perché per tutto il primo tempo della Lazio non s’è vista l’ombra e difesa e centrocampo hanno regalato perle di desolazione da lasciar senza parole. Per dirne una, l’esordio di Carrizo e la sua interpretazione del ruolo per così dire alla sudamericana hanno riportato alla mente i drammatici fasti di Muslera (più d’uno ha chiesto notizie di Ballotta…). E garantito alla tifoseria un intervallo da incubo. Domanda d’obbligo (con annessi scongiuri): ma vuoi vedere che quest’anno va anche peggio dello scorso campionato? E invece no. Perché piazzarne quattro in trasferta – seppure con il viatico di un rigore (netto) con tanto di espulsione (generosa) – è pur sempre risultato di tutto rispetto. E perché Zarate s’è presentato con un gol d’antologia, che l’avesse segnato un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ce lo farebbero rivedere a ciclo continuo per tutta la settimana. Insomma, un buon inizio. Perché le capacità tecniche ci sono (vedi anche Lichtsteiner) e un certo carattere s’intravede. Eppoi che dire? Sarà un segno che nell’esatto istante in cui Zarate ha piazzato il pallonetto del 1-2, l’Olimpico s’è goduto la rovesciata di Hamsik? Ma no, certo che no.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287263