Diesel Fiat in fabbrica cinese

Il gruppo Fiat produrrà nella città cinese di Chongqing circa 100mila motori diesel leggeri l’anno. I motori prodotti nella città della Cina sudorientale, dove Fiat è già presente con Iveco, sono destinati, spiega la Fiat, all’esportazione e a forniture già sottoscritte con altri costruttori. L’investimento complessivo di circa 180 milioni di euro.

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Dal tribunale arriva il «sì» al salvataggio

Il tribunale di Brescia ha respinto l’istanza di fallimento di Fingruppo (Hopa), lo ha riferito ieri l’agenzia Radiocor. Si apre così la strada al piano di ristrutturazione del debito della finanziaria bresciana presentato al giudice fallimentare da uno dei due liquidatori, Diego Rivetti e dal legale Andrea Finzi. Il tribunale ha quindi fissato la prossima udienza per il 24 settembre, nel caso venissero presentate delle opposizioni. Il piano di salvataggio prevede, una volta ottenuta anche l’omologa, che la quota del 38,3% che Fingruppo detiene in Hopa passi alla cordata formata da Mittel e dal fondo Equinox con Mps e Banco Popolare, già creditori di Fingruppo.

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Fiocco azzurro: l’8 settembre nasce il Pdl ligure

(…) probabilità si terrà ad Imperia a casa del ministro per la Attività Produttive Claudio Scajola, parteciperanno il coordinatore regionale di Forza Italia Michele Scandroglio, il responsabile regionale di An Eugenio Minasso e il leader del movimento arancione Sandro Biasotti. Un faccia a faccia verso il partito unico, verso gruppi unici, ma anche per studiare le prossime battaglie comuni e la strategia da tenere per le elezioni regionali del 2010, quelle che vedranno ancora Sandro Biasotti come candidato per il centrodestra alla carica di Governatore della Liguria.Al momento in Regione il centro destra che si è riconosciuto nel Popolo della Libertà alle scorse politiche, è diviso in cinque gruppi: Forza Italia, An, Moderati per il Popolo della Libertà, Per la Liguria e Per la Liguria- Verso il Popolo della Libertà. Una frammentazione eccessiva che sarà messa a posto seguendo quelli che saranno i dettami dei responsabili nazionali di Forza Italia e Alleanza Nazionale, Denis Verdini e Ignazio La Russa. Sicuramente si comincerà anche a fare il punto per studiare le strategie per riconquistare la Liguria, obiettivo ormai dichiarato di Pdl e Lega dopo il successo delle scorse politiche. In questo senso verrà valutata anche l’alleanza con l’Udc e la possibilità (difficile da concretizzare) che accanto al simbolo del Pdl possa apparire ancora quello di una lista civica che abbia Biasotti come riferimento e che possa quindi attrarre voti non propriamente di centrodestra.

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Carboni rilegge i classici italiani

Luca Carboni è al lavoro sul nuovo cd. A due anni dall’uscita di Le band si sciolgono, il musicista bolognese sta completando all’Isola d’Elba le registrazioni del nuovo album che, secondo indiscrezioni, si intitolerebbe Musiche ribelli. Il cd sarà un omaggio ad alcune grandi canzoni italiane ritenute particolarmente significative da Carboni. Il lavoro, che è un ritorno alle radici della canzone italiana, vede la collaborazione di Carboni, per la prima volta, con il produttore e arrangiatore romano Riccardo Sinigallia. L’anno scorso un sondaggio tra le maggiori testate giornalistiche ha stabilito che Mare mare di Carboni è una delle canzoni più cantate nel mondo.

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Gettano la droga addosso ai carabinieri

I carabinieri della stazione di Roma Tor Vergata sono riusciti ad individuare un appartamento dove un 41enne e un 45enne, entrambi di Roma, nascondevano lo stupefacente che spacciavano a centinaia di clienti provenienti da tutta Roma. I carabinieri, insospettiti dal continuo via vai di persone, hanno fatto irruzione nell’abitazione. Alla vista dei militari i due hanno tentato di sbarazzarsi della droga lanciando eroina dalla finestra ma lo stupefacente è finito sui carabinieri che si erano posizionati sotto la finestra. I militari hanno raccolto circa 30 grammi di eroina che avrebbe fruttato sul mercato parecchie migliaia di euro.

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Inter, serve lo stregone: Vieira è di nuovo ko

Ci vorrebbe uno stregone, altro che Mourinho. L’Inter torna ai tormenti dei momenti peggiori: infortuni dietro infortuni e nessuno a frenare la valanga. Salta Patrick Vieira. Qualcuno si domanderà: è una novità? Qualcuno ironizzerà: bisogna contare i giorni in cui è sano, non quelli in cui sta male. Stavolta lo ha bloccato uno stiramento, rimediato nelle partitelle del torneo Tim. Stiramento alla gamba sinistra, in posizione più alta rispetto a quello che gli ha impedito di giocare l’europeo: ci vorranno un paio di mesi prima di rivederne la lunga sagoma in campo.Ieri Moratti era ad Appiano: si sarà guardato in faccia con Mourinho. Ha preferito parlar bene della squadra, coccolarsi il tecnico, dimenticare i guai. «Mourinho ha una velocità nel capire e trasmettere le cose con frasi tra il serissimo e l’ironico. Ma con lui non perdi tempo e sai di poterti fidare della persona per i giudizi». Sottinteso: con altri no. E ha allungato la speranza: «Speriamo che gli infortunati guariscano nei tempi giusti». Una volta, all’Inter, quando capitavano infortuni in serie, tutta la colpa era dei preparatori fisici. Stavolta solo della sfortuna? Non cambia, invece, la snervante strategia medica: tempi lunghi, incertezze sulle date del recupero, tanta prudenza e poco realismo calcistico. Mourinho ha cominciato ad innervosirsi. Piccoli segnali, qualche battuta per chi vuol intendere. Ora il codice rosso nerazzurro è al limite di guardia: Samuel e Cordoba ancora dispersi, anche se il colombiano punta a rientrare per la Supercoppa o per la prima di campionato.

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«Sarò in piazza, non ho paura dei fischi»

da RomaMinistro Rotondi, quando esponenti del centrodestra ricoprono incarichi istituzionali la partecipazione a commemorazioni come quella di Bologna diventano occasioni di polemica.«Il presidente Berlusconi mi ha chiesto di partecipare a suo nome. L’intervento del ministro della Giustizia Alfano era un’ipotesi e la decisione spetta al presidente del Consiglio. Svolgerò l’incarico che mi è stato affidato partecipando alla rievocazione di un dramma che tuttora vivo nella mia memoria personale».L’assessore alla sicurezza del Comune di Bologna ed ex magistrato, Libero Mancuso, l’ha definita in un’intervista «una persona sconosciuta e del tutto incolore» aggiungendo di non ritenere che «qualcuno si accollerà la fatica di fischiarlo».«Avevo deciso di rinunciare dopo aver letto una serie di improperi e di allusioni minacciose. La mia partecipazione infatti rappresenta l’unità della politica dinanzi al dolore delle famiglie e non intende suscitare polemiche. Le lettere del sindaco Cofferati e dell’assessore Mancuso e la telefonata del sindaco hanno chiuso il caso. L’intervista non rispecchiava il senso delle parole dell’assessore».Questo non la esenterà da eventuali contestazioni.«Dei fischi non ho nessuna paura. Al congresso Dc dell’82 fui tra i giovani della minoranza sconfitta che fischiarono Fanfani. Lui ci redarguì dicendo: “Ragazzini, se alla vostra età, non avessi preso questi fischi dai comunisti, voi non sareste qui” e noi tacemmo.

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Il medico: «Prese solo un antibiotico» Forse il segreto in un integratore

«Non ho preso nulla, dottore». Queste le prime parole (riferite dall’ufficio stampa della Federazione) di Andrea Baldini ad Antonio Fiore, medico federale. Ed è per questo che il medico si definisce «scioccato e meravigliato per l’accaduto». È evidente la sorpresa nelle parole di Fiore, che non riesce a darsi spiegazioni: «Effettivamente è inspiegabile. Il ragazzo mi ha assicurato di non aver preso proprio nulla, ma la sostanza nelle urine c’è». Il medico, come a scandire la memoria indietro nel tempo per capire se si è fatto qualcosa di sbagliato, poi rivela un particolare in più: «Durante gli Europei di scherma (disputati a inizio luglio, ndr) ho somministrato a Baldini un banale antibiotico, lo zitromax, che nulla può aver a che fare con le sostanze emerse dal controllo antidoping». Arrivati a questo punto, non rimane che «aspettare le controanalisi di lunedì». Approfondendo l’aspetto medico della vicenda, Fiore ci tiene a sottolineare che «come medico non prescriverei mai ad una persona sana un diuretico, e poi per un atleta sarebbe una forma di doping arcaica se si paragona all’Epo di Riccò… Ripeto, non mi spiego quanto è accaduto: conosco Baldini, è un ragazzo corretto ed oltretutto prende pochissime medicine». Ed effettivamente la cosa che incuriosisce di più della vicenda è l’apparente inspiegabilità di come uno schermidore, se proprio vuole doparsi, assuma come sostanza proibita un diuretico: gli effetti pratici non sarebbero certo quelli sperati, o quantomeno non molto evidenti.

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Gli Stati Uniti contro il Pakistan: «Organizza attentati a Kabul»

L’amministrazione Bush, ormai agli sgoccioli, sembra risoluta ad affrontare uno scontro con quello che, fino allo scorso anno, era considerato uno dei suoi alleati più fedeli: il Pakistan. Dopo un duro faccia a faccia lunedì scorso tra il presidente e il premier di Islamabad, Yusuf Raza Gilani, per via della sua insufficiente cooperazione nella lotta al terrorismo islamista, Washington ha ieri accusato senza mezzi termini elementi dell’Isi, il servizio segreto pakistano, di avere contribuito a organizzare l’attentato suicida contro l’ambasciata indiana a Kabul, che il mese scorso ha fatto una cinquantina di vittime. La Cia ha raccolto le prove che l’Isi ha stabilito un accordo di collaborazione con Maulawi Haqqani, un potente signore della guerra afghano distintosi nella lotta contro l’invasore sovietico negli anni ’80, ma che non ha mai riconosciuto la legittimità del governo filo-occidentale di Karzai e ora ha stretti legami operativi con Al Qaida. Secondo il dossier preparato dai servizi americani, gli 007 pakistani (non si sa quanto «deviati» e quanto invece diretti dalle loro autorità) si servirebbero di Haqqani per rifornire i talebani di armi e munizioni e cercare di destabilizzare il Paese.L’Isi è da sempre sospettata di illecite connivenze con i talebani, ma fino a quando a Islamabad comandava Pervez Musharraf, era stata più o meno tenuta sotto controllo. Ora che il potere in Pakistan è passato a un debole e rissoso governo civile, la situazione è degenerata.

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